Gli scrittori tendono a essere una razza di guardoni. Tendono ad
appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono
quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa
dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo
è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli
scrittori guardano gli altri esseri umani un po' come gli automobilisti
che rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale:
ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni.
Ma allo stesso tempo gli scrittori tendono ad avere un'ossessiva
consapevolezza di sé. Dal momento che dedicano molto del loro tempo
produttivo a studiare attentamente le impressioni che ricavano dalle
persone, gli scrittori passano anche un sacco di tempo, meno produttivo,
a chiedersi nervosamente che impressione fanno loro agli altri.
David Foster Wallace
(Nato il 21 febbraio 1962)
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