Gennaio è iniziato con un traguardo raggiunto per me molto importante: finalmente, ho finito Guerra e Pace! E' stata una lettura lunga, impegnativa, a tratti noiosa (diciamolo) ma anche entusiasmante. Libro capolavoro dell'umanità, una lettura che consiglio a chiunque. Può sembrare ostica, anche per via della mode ragguardevole, ma vi assicuro che ne vale la pena.
Un'altra cosa di cui sono molto orgogliosa sono le le due collaborazioni con la Sur Edizioni e la Fazi Editore. Grazie a loro ho scoperto Roberto Bolano (per la Sur) e  un romanzo con una meravigliosa protagonista femminile per la Fazi. Trovate nella lista dei libri letti le recensioni di questi due!
E adesso... via con altre avventure per il mese di febbraio!

LIBRI LETTI A GENNAIO

Andy Weir - Sopravvissuto (Ebook)
Roberto Bolano - L'ultima conversazione (Ebook) (Recensione)
Anna Luisa Pignatelli - Ruggine (Ebook) (Recensione)
Lev Tolstoj - Guerra e Pace
Valeria Parrella - Troppa importanza all'amore
William Shakespeare - Molto rumore per nulla
Angeles Mastretta - Strappami la vita
Mark Haddon - Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

LIBRI COMPRATI A GENNAIO

Doris Lessing - La brava terrorista

LIBRI REGALATI A GENNAIO

Angeles Mastretta - Strappami la vita
Ian Sansom - Il caso dei libri scomparsi

EBOOK PRESI DA MLOL A GENNAIO

Alice B. Toklas - I biscotti di Baudelaire

COLLABORAZIONI A GENNAIO

Roberto Bolano - L'ultima conversazione (Ebook) (Sur)
Anna Luisa Pignatelli - Ruggine (Ebook) (Fazi Editore)


Ho perso il conto di quanto tempo ho trascorso con questo libro costantemente nella mia wishing list.
La domanda su cui si basa a parer mio l'intero libro è: Le donne che hanno abortito devono per forza provare rimorso? No, è la risposta. Alcune ce l'hanno. Altre, semplicemente, no. Perché hanno soppesato i pro e i contro e hanno preso una decisione razionale. Però di loro non si sa molto perchè dirlo sembra strano. Come se dovessero provare rimorso. Il tutto aggravato dal fatto che ancora adesso le percentuali di medici obiettori siano altissime, che trovare chi ti prescrive la pillola del giorno dopo è difficile, che la Chiesa sia così "gentile" da offrire il perdono a chi abortisce, ma solo se debitamente contrita, alla pari degli assassini.
Io sono per la libera scelta. Sono pro-choice. Sono per il rispetto verso chi prende una decisione per il proprio corpo. Sono per il lasciare in pace e offrire serenità a chi fa una scelta. Questo è un libro che consiglierei davvero a tutti di leggere. Apre gli occhi. Intelligente, pacato, scientifico. Un discorso sull'aborto a 360°. Vero.

Chiara Lalli
A. La verità, vi prego, sull'aborto
Fandango
Euro 18

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I've lost the count of how much time this book spent in my wishing list.
The question on which the entire book is based is: Must the women who got abortion inevitably feel regret? No, they mustn't. Some feel it. Some, simply, don't. Because they thought about the pros and cons and then took a rational decision. But we don't know much about them because telling it still looks strange. As they must feel regret. And everything is exacerbated by the fact that the percentages of objector doctors are still very high, that the Church is so "kind" to offer absolution to women who got abortion, but only if they are duly penitent, the same as a murderer.
I'm pro-choice. I'm pro-respect for who decide by oneself about one's own body. I'm pro-leave in peace and serenity who takes this decision. I suggest this book to anyone. It opens your eyes. Intelligent, calm, scientific. A dissertation about abortion in every direction. True.

Chiara Lalli
A. The truth, please, about abortion

I libri sono l'umanità stampata.

Barbara Tuchman (Nata il 30 gennaio 1912)

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sabato 30 gennaio 2016

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Probabilmente una delle tragedie meno conosciute di Shakespeare. Eppure, come tutte, portatrice di un messaggio.
Timone é un ricco nobile ateniese. Fin troppo prodigo con chiunque passi per la sua casa, si trova a non riuscire più a pagare i suoi debiti. Convinto del fatto che un uomo con degli amici come i suoi non abbia di che preoccuparsi, invia i suoi servitori a casa di costoro per farsi prestare denaro. Proposta accolta da nessuno, con le scuse più improbabili. Si scatena così la misantropia del personaggio, che prima si vendica con l'ultima cena e poi abbandona la città per vivere da solo in una caverna. Ultimo oro affidato ad Alcibiade per attaccare la città.
La verità la dice qui l'altro misantropo, Apemanto. Timone ha sbagliato a fidarsi di coloro che non sapevano fare altro che adularlo, pensando che fossero amici suoi. Prima non seppe fare buon uso della sua ricchezza e della sua prodigalità, adesso la gente lo deride per la sua povertà e misantropia.
L'unico vero amico é il siniscalco, pur essendo solo un servo. Ormai nessuno più avrà qualcosa di bello da Timone: ultime parole di odio verso la sua città e il mondo nel suo epitaffio.
Un falso amico può essere peggio di un nemico dichiarato. Ed essere esagerati in tutti, nell'elargire a man bassa, che siano soldi e regali o odio e rancore, è sempre sbagliato. Che i due opposti si incontrino e si moderino l'uno con l'altro, come la guerra educhi la pace e la pace tenga lontano la guerra.
Ci sono dubbi tra gli esperti se sia un'opera solo del Bardo o una collaborazione a più mani, per alcune particolarità non ritrovabili in nessun altro suo lavoro.
Comunque, bella, interessante, sempre oggetto di riflessione.

William Shakespeare
Timone d'Atene
Fabbri Editori
Euro 6,90

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Probably one of the less known tragedies written by Shakespeare. But, as the others, bearer of a deep meaning.
Timon is a wealthy lord of Athens. He is too much wasteful with money for everyone arrives in his house, so much that at the end he can't pay his debts. Convinced that a man with friends like his has nothing to worry about, sends his servants to his friends' houses to make them loan the money he needs. But nobody accepts the request, advancing the most ridicolous excuses. The character's misanthropy acts up, so firstly he takes revenge with a last supper and then leaves the city to live alone in a cave. He puts his last gold in the hands of Alcibiades to attack the city.
The other misanthropist here, Apemantus, tells the truth. Timon made a mistake trusting in people that just fawn over him, without being his true friends. Firstly, he didn't know how to make good use of his money and his extreme generosity, now people mocks him for his poverty and his misanthropy. His only friend is the Steward, even if he is only a servant. Now nobody will have anything good from Timon: his last words in his epitaph are of hate for his city and his world.
A false friend can be worse of a true enemy. And exaggerate in everything, in lavishing excessively, money or gifts or hate or resentment, is always wrong. Let the opposites meet at halfway and moderate each other, as the war educates peace and peace keeps away war.
Experts express many doubts regarding the fact that it is a play written just by the Bard or a collaboration with other writers, because some specifics not found in other plays.
But it is beautiful, interesting, always subject matter for discussion. 

William Shakespeare
The life of Timon of Athens

La lettura è il viaggio di chi non può prendere il treno.

Francis de Croisset (28 gennaio 1877)

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Avete mai avuto qualche quesito scientifico che però non avete mai esposto in quanto troppo ridicolo? Bene, in questo libro, l'ex programmatore della NASA risponde a tutti i quesiti più strani. Ci sono davvero tutti i tipi di argomenti, dallo spazio alle grandi catastrofi nucleari, fino alle domande francamente assurde e preoccupanti raccolte in uno spazio apposito. E lo fa con ironia, tante vignette e solide basi scientifiche.
Pure io, che ho studi umanistici alle spalle e che ho giusto le basi della scienza, ho potuto seguire le sue spiegazioni. Certo, ammetto che qualche paragrafo in cui erano presenti troppi numeri é stato saltato senza troppi rimorsi. Ma in genere il libro é assolutamente accessibile a chiunque.


Randall Munroe
What if?

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Have you ever have any kind of scientific question but you never ask for the answer because too much ridicolous? Well, in this book, the former NASA's roboticist replies to every weird question. There are every kind of subjects, from the space to nuclear crisis, until those questions that are frankly surreal and worrisome, collected in a special section. He gives ironic replies to all of them. a lot of comics and strong scientific basis.
Even I, with my humanistic studies and my rough ideas of science, followed easily his explanations. Of course, I must admit I skipped some chapter without any regret. But in general the book is easy and enjoyable.

Randall Munroe
What if?

"I racconti di Basil e Josephine" sono due serie di racconti sull'educazione sentimentale dei due protagonisti che, anche se era nelle intenzioni di Scott, non si incontrano mai.
L'autore le scrisse nel 1928, dopo Il Grande Gatsby. Nella sua mente sarebbero dovuti confluire in un romanzo, mentre rimasero racconti a sè.
Basil e Josephine vengono seguiti fino ai 17 anni, la loro crescita emotiva e sentimentale, i loro amori, le loro amicizie.
Quello che li differenzia, e qui Scott mi perdonerà, è la profondità dell'esplorazione psicologica. Probabilmente l'autore, da uomo, conosce meglio la psiche di un ragazzo, e si vede. Basil è più dettagliato, più riscontrabile. Le storie di Josephine sono un po' più stereotipate, come se per tratteggiarle si avalesse di racconti fatti da altre persone. Non che non siano valide, ma ho trovato più sicurezza e familiarità nel raccontare la storia di Basil.
Dato che i personaggi sono due ragazzi, non ci sono qui i problemi e le trasgressioni degli adulti nei romanzi. C'è ancora tanta innocenza e voglia di conoscere il mondo e divertirsi. Ancora. Per ora.

Francis Scott Fitzgerald
I racconti di Basil e Josephine
Arnoldo Mondadori Editore
Lire 5000

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"The Basil and Josephine Stories" are two short stories' collection about the sentimental education of the two characters that, even if it was in Scott's will, never met each other.
The author Wrote it in 1928, after The Great Gatsby. In his intention, they would have to flow together in a novel, instead of being two collection by themselves.
We follow Basil and Josephine's lives until they are 17 years old, their sentimental and emotive growth, their affairs, their friendships. What's different, and here Scott will forgive me, the depth of psychological exploration. Maybe the author, as a man, knows better Basil's mind. Basil's character is more specified, more "comparable". Josephine's story is more stereotyped, as if for outlining it he used stories told to him by other people. They are valuable, but there is more certainty and familiarity in telling Basil's story.
Forasmuch as the two main characters are very young, in here the reader can't find the struggles and transgression of adult characters from the novels. So far there is innocence and the will to know the world and have fun.
Thus far.

Francis Scott Fitzgerald
The Basil and Josephine Stories