david foster wallace

Con questo libro, ho passato due momenti differenti. C'è stato un momento in cui continuavo a chiedermi cosa la gente ci trovasse in Foster Wallace e per quale motivo sia stato definito uno degli autori più importanti della sua generazione. Poi ho deciso di non partire prevenuta, di dargli un'occasione. Ho voluto trovare quell'ironia, quel suo essere lo scrittore simbolo di una generazione disillusa. E l'ho trovato. E mi sono accorta della sua ironia, del suo sarcasmo nei confronti dei rituali da crociera. Ma, dietro quella lente, credo di aver visto anche una sorta di accettazione del fatto di essere uno diverso, quando si è accalorato tanto a dare il consiglio agli uomini, per favore, portatevi un abito elegante per la cena formale, o sarete il solito patetico idiota con la maglietta sarcastica nei confronti dello smoking.
E qui, voglio spendere due parole su quello che è probabilmente l'asse portante di questo libro. Ovvero le note. Forse sono la parte più vera e divertente di questo libro, dove David può dare il meglio di sè. Non saltatene nemmeno una!
E io darò una seconda opportunità a DFW. E forse anche una terza, grazie alle note.

David Foster Wallace
Una cosa divertente che non farò mai più
Minimum Fax


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With this book, I had two different feelings. In the beginning, I couldn't stop myself wondering why a lot of people consider David Foster Wallace one of the most important writer of his generation. Then, I decided not being prejudiced and giving him a chance. I really wanted to enjoy that wit, that his being the icon of a disenchanted generation. And, I found it. And while reading it, I realized that wit, that sarcasm towards the cruise's rituals. But, behind his eyes, I'm sure I've seen a kind of acceptance of being different, when he was so keen in advise men, please, have an elegant suit for the formal dinner, or you'll be the pathetic idiot wearing a sarcastic t-shirt about formal suits.
I'd like to spend two words about the book's load-bearing axis. It means, the notes. Maybe the most true and funny part of the book, where David can let his light shine. Don't skip them!
In the end, I'll give another opportunity to DFW. And maybe a third one, thanks to the notes.

David Foster Wallace
A supposedly funny thing I'll never do again

Gli scrittori tendono a essere una razza di guardoni. Tendono ad appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli scrittori guardano gli altri esseri umani un po' come gli automobilisti che rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale: ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni.
Ma allo stesso tempo gli scrittori tendono ad avere un'ossessiva consapevolezza di sé. Dal momento che dedicano molto del loro tempo produttivo a studiare attentamente le impressioni che ricavano dalle persone, gli scrittori passano anche un sacco di tempo, meno produttivo, a chiedersi nervosamente che impressione fanno loro agli altri.


David Foster Wallace

(Nato il 21 febbraio 1962)

Benvenuti a tutti i miei lettori a questa nuova rubrica che spero gradirete. Quasi ogni giorno nella mia timeline di Twitter e nella mia bacheca di Facebook trovo dei rimandi ad articoli, comparsi in varie testate italiane e straniere, che riguardano il mondo dei libri e degli scrittori. Con questa nuova rubrica, intendo non solo conversare in un posto dove possa tornare facilmente gli articoli che ho ritenuto più interessanti, ma anche girare ai miei lettori e lettrici qualcosa di interessante da leggere e con tempi di lettura decisamente più corti di un libro. Mi scuso già adesso se la maggior parte degli articoli sono in lingua inglese, per chi non abbia dimestichezza con questa lingua e trovi difficoltà a leggere un articolo. Il fatto è che, nella mia personale opinione, spesso e volentieri le testate inglesi e americane hanno una maggiore capacità di approfondimento... e forse una maggior quantità numerica di grandi autori e autrici di cui parlare?

Articoli in lingua italiana

 La Repubblica ha pubblicato un'interessante intervista a Stephen King, il maestro indiscusso dei libri da tachicardia. Devo ammettere che non sono mai stata una fan del suo genere letterario, ma dopo aver letto 22/11/'63 ho dovuto ricredermi sulle sue capacità. In più, l'edizione italiana è stata tradotta dai Wu Ming, collettivo letterario di bolognese che stimo tantissimo e di cui presto scriverò.

Intervista a Stephen King su La Repubblica


 Articoli in lingua inglese

Il Guardian, testata inglese, dedica un articolo alla scrittrice Maggie Gee, autrice del libro "Virginia Woolf in Manhattan", in cui immagina la scrittrice inglese ritornare in vita in questi giorni. Si cercherebbe su Google? Guiderebbe? 

Articolo di Maggie Gee su The Guardian

Brain Picking è un sito che fa, in grande, quello che io faccio qui in (molto) piccolo: offrirvi una selezione dei migliori articoli in circolazione, la domenica. Sempre nel mio piccolo, faccio un'ulteriore scrematura e vi presento un articolo in cui sono raccolti gli highlights di un'intervista che il mai abbastanza compianto David Foster Wallace rilasciò sul futuro della scrittura nell'Età dell'Informazione e sul potere redentore della lettura.

Highlights dell'intervista a David Foster Wallace su BrainPickings.org

Infine, lasciato per ultimo perchè il meglio viene sempre alla fine, un articolo apparso sul The New Yorker dedicato al mio amatissimo Francis Scott Fitzgerald e a come lui e Zelda, la sua figura e la sua capacità di scrivere cambiarono la letteratura e ispirarono nuovi libri. 

Articolo su The New Yorker su Francis Scott Fitzgerald e Zelda