Sono una delle fan della prima ora di Ester, seguita quasi con zelo religioso su Twitter e ora lettrice dei suoi due romanzi, il primo dei quali fieramente corredato di autografo (e presto spero anche il secondo).
In questo secondo capitolo, Olivia Marni, avvocato, si trasferisce dall'amata Napoli a Milano, per seguire Luca, il suo compagno, che lì si trasferisce per seguire l'ex moglie e i figli. Se il primo libro era la vita di una single e i suoi errori, questo è la vita di una che ora una famiglia ce l'ha imposta, e che deve abituarsi ai ritmi della vita in coppia, con i suoi pro e i suoi contro.
Idilliaco non è certo nè quello nè questo quadro, perchè nelle favole è bello credere ma questa è la realtà.
Quello che invece adoro ed è il motivo per cui continuerò a seguire Ester, è il suo modo di raccontare. Questa analisi dell'animo umano, mai santificato e mai demonizzato, perchè come la vita, nessuno di noi è perfetto. E più si va avanti a leggere e più ci si ritrova, più Ester ti legge la vita come se ti conoscesse da una vita, e non come se ti avesse visto una volta per dieci minuti per firmarti il libro all'ingresso di un piccolo auditorium dove eri arrivata con mezz'ora di anticipo.
A pag 202, e senza spoiler, ci sono io, o meglio, c'è la mia descrizione esatta.
Quella sottigliezza nell'analisi delle persone che ritrovo anche nei suoi Tweet. Avete presente quella frase celeberrima di Salinger, dove si dice che alla fine di un libro si vorrebbe che l'autore fosse un nostro amico per telefonargli? Ecco, siamo nei tempi moderni e a me basterebbe WhatsApp, ma la sensazione che ti lascia arrivare a pag 214 è esattamente quella.

Ester Viola
Gli spaiati
Einaudi
Euro 17

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I am one of the first supporters of Ester, followed almost with religious zeal on Twitter and now the reader of her two novels, the first of which proudly accompanied by an autograph (and soon I hope the second too).
In this second chapter, Olivia Marni, a lawyer, moved from her beloved Naples to Milan, to follow Luca, her partner, who moved there to follow his ex-wife and children. If the first book was the life of a single person and her mistakes, this is the life of someone who has now a family imposed on her, and who has to get used to the rhythms of life as a couple, with her pros and cons.
Idyllic is certainly not this one or that picture, because it is nice to believe in fairy tales but this is reality.
What I adore and is the reason why I will continue to follow Ester, is her way of telling. This analysis of the human soul, never sanctified and never demonized, because like life, none of us is perfect. And the more you go on reading and the more you find yourself, the more Ester reads your life as if she always knew you, and not as if she had seen you once for ten minutes to sign the book at the entrance of a small auditorium where you had arrived half an hour early.
On page 202, and without spoiler, there is me, or rather, there is my exact description.
That subtlety in the analysis of the people that I also find in her Tweets. Do you know that famous phrase by Salinger, where it says that at the end of a book you would like the author to be your friend to call him? Here, we are in modern times and I would just WhatsApp, but the feeling that lets you get to page 214 is exactly that.

Ester Viola
The unpaired

Ester Viola - Gli spaiati

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venerdì 30 novembre 2018

Ci sono quelle famiglie in cui pare che il talento venga tramandato di generazione in generazione. Nel 19 secolo, potevano essere portati ad esempio di quelle famiglie i Dumas, padre e figlio.
Figlio illegittimo di Dumas padre e di una modista, verrà riconosciuto solo all'età di sei anni. Comunque avrà un'ottima educazione e riceverà la migliore educazione possibile. Infatti circa ventenne si trasferirà a vivere vicino a Parigi, per stare con suo padre. Lì incontrerà Marie Duplessis, che gli ispirerà il suo capolavoro, La signora delle camelie. Questo verrà poi adattato da Giuseppe Verdi in un'opera teatrale che avrà grande successo: La Traviata. Grazie a questo lavoro, non solo fu più conosciuto di suo padre in vita, ma dominò la scena teatrale per la maggior parte della seconda metà del 19° secolo. Nel 1874 fu ammesso alla Académie francaise e nel 1894 gli venne conferita la Legion d'onore.

Il 27 novembre del 1895 morì a Marly-le-Roi, nell'Yvelines, e viene sepolto nel cimitero parigino di Montmartre. La sua tomba si trova a soli 100 metri da quella di Marie Duplessis.


Il 25 novembre del 1970 muore lo scrittore, poeta, regista  e drammaturgo giapponese Yukio Mishima. Tra i giapponesi famosi anche all'estero, deve questa sua notorietà anche al fatto di essersi suicidato tramite il rituale del seppuku.

Pur già conosciuto in patria, il suo libro più importante e che gli darà grande fama è "Confessioni di una maschera", nel 1949. Negli ultimi anni della sua vita, ormai importante personaggio pubblico, appare nel 1966 nel film "Patriottismo", racconto di un giovane ufficiale che decide di morire proprio tramite seppuku. Nel 1965 comparirà il primo volume della tetralogia "Il mare della fertilità", il cui ultimo volume viene pubblicato nel 1970.

Mishima si definì apolitico e antipolitico, aveva ideali come il patriottismo tradizionale e il culto dell'Imperatore, non come persona fisica ma come figura autoritaria.

Il 25 novembre 1970, con quattro fidati compagni del Tate no kai, il suo esercito privato, si barrica dentro l'ufficio del generale Mishita dell'esercito di autodifesa, e dal balcone di quell'ufficio, di fronte a un migliaio di uomini del reggimento di fanteria, tiene il suo ultimo discorso: l'esaltazione dello spirito del Giappone attraverso la figura dell'imperatore, e contro il trattato di San Francisco, visto come un arrendersi del Giappone all'Occidente. Intendeva il suo discorso come un tentativo di inspirare un colpo di stato per ridare pieni poteri all'Imperatore, a lui tolti alla nuova costituzione del 1947, e restituire al Giappone il suo vero carattere. Riuscì però solo a irritare i militari, che lo insultarono e schernirono. Il suo discorso terminò dopo pochi minuti, dopo il quale rientrò nell'ufficio e si toglie la vita tramite seppuku. Masakatsu Morita avrebbe dovuto dargli il colpo di grazia ma sbagliò il colpo, al seguito di questo anche lo stesso Morita si trafisse per la vergogna. Il colpo definitivo allo scrittore venne dato da un altro compagno, Hiroyasu Koga.
I tre sopravvissuti si consegnarono alla giustizia e vennero condannati a quattro anni per l'occupazione del ministero.

La tomba di Yukio Mishima si trova nel Cimitero Tama, a Tokyo. Nella tomba vi è inscritta la frase "tomba della famiglia Hiraoka", in quanto il vero nome dello scrittore era infatti Kimitake Hiraoka.


Fonte: Wikipedia IT e EN, Yukio Mishima

L'ultima dimora di... Yukio Mishima

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domenica 25 novembre 2018

Devo fare un breve tuffo nel passato come premessa obbligata.
Dal momento in cui ho letto questo libro, non sono più stata la stessa. Avevo meno di 18 anni, mi era stato regalato da un'amica di famiglia. Non so se l'avesse scelto sotto consiglio di una libraia o se fosse stata una scelta ragionata, o se invece quel volume rosso era stato selezionato per la sua grandezza e sicuramente sarebbe piaciuto a me che in famiglia ero famosa per apprezzare i cosiddetti "mattoni".
Comunque sia stato, quel libro è stato letto e riletto, e amato. E soprattutto mi ha cambiata in modo profondo. Mi ha aperto un portone su un mondo che non mi immaginavo nemmeno, un mondo di donne potenti, di donne che governavano un potere, di donne che con le loro decisioni valevano quanto se non di più di un uomo, anche di un re. Le storie mitologiche di cui avevo tanto letto, non erano più solo storie di maschi. Le donne c'erano ed erano figure importanti.
Inoltre, un mondo in cui la religione non era solo quella cristiana cattolica in cui ero cresciuta, ma una religione più vicina alla natura, all'uomo che sia uomo o donna.

Ai tempi però, non pensavo che fosse un libro così conosciuto. Credevo di essere una delle poche ad averlo letto. Le mie amiche non lo conoscevano e solo dopo potei confrontarmi con questo libro solo con quelle che erano più vicine al mondo dei giochi di ruolo o al mondo dark. Comunque, continuavo a credere di essere una di poche a conoscere e amare questo libro.
E il fatto che poi un'autrice che amo come Michela Murgia abbia scritto un libro proprio su quello, beh, è stato quasi un regalo per quella me ragazzina di tanto tempo fa. Perchè mi sono ritrovata nel suo sentire, parte di una comunità di persone che sono state toccate profondamente da quel libro.
Il libro è un'analisi dei vari aspetti del romanzo: uno studio delle singole personalità femminili, Viviana, Morgana, Igraine, Morgause, Ginevra; della religione come elemento fondamentale della storia; delle relazioni di potere e di magia. E anche, come la stessa Murgia ha scoperto questa storia e cosa ha portato nella sua vita e nel suo pensiero.
Se come me avete amato il libro e l'avete anche letto un paio di volte, sarà un ritornare in quelle pagine e ritrovare propri pensieri nei pensieri della Murgia, o altrimenti un modo per scoprirlo e per apprezzarne i diversi livelli di analisi presenti.
Sono delle visioni su Le nebbie di Avalon, avrei voluto fosse lungo il doppio per rimanere ancora un po' in quel mondo, tra quelle personagge fantastiche.

Michela Murgia
L'inferno è una buona memoria
Marsilio
Euro 12

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I'm briefly dipping into the past as an obligatory premise.
From the first moment I've read this book, I have not been the same. I was not yet 18, it has given to me as present by a family friend. I don't know if she had chosen it on the advice of a bookseller or if it had been a reasoned choice, or if that volume had been selected for its size and certainly would have liked me that in the family I was famous for appreciating heavy, big books.
Whatever it was, that book was read and re-read, and loved. And above all it has changed me profoundly. It opened a door to me on a world that I did not even imagine, a world of powerful women, women who ruled power, women who with their decisions were worth as much more than a man, even a king. The mythological stories I had read so much about were no longer just stories of males. The women were there and they were important figures.
Moreover, a world in which religion was not only the Catholic Christian in which I had grown up, but a religion closer to nature, to mankind who is man and woman.

At the time, however, I did not think it was such a well-known book. I thought I was one of the few to have read it. My friends didn't know it and only later I could deal with this book only with those who were closer to the world of role-playing games or the dark world. However, I continued to believe that I was one of the few to know and love this book.
And the fact that then a writer who I love as Michela Murgia wrote a book about that, well, it was almost a gift for that little girl from a long time ago. Because I found myself in her feeling, part of a community of people who have been deeply touched by that book.
This essay is an analysis of the various aspects of the novel: a study of individual female personalities, Viviane, Morgana, Igraine, Morgause, Gwenhwyfar; of religion as a fundamental element of history; of relations of power and magic. And also, as the same Murgia has discovered this story and what it has brought in her life and in her thinking.
If, like me, you have loved the book and you have read it a couple of times, it will be a return to those pages and find your own thoughts in the thoughts of the Murgia, or otherwise a way to discover it and to appreciate the different levels of analysis.
They are visions of The Mists of Avalon, I wish it were twice as long to remain a bit in that world, among those fantastic characters.

Michela Murgia
Hell is a good memory

Se ci sono dei romanzi che maggiormente esplorano la vita selvaggia dei cercatori d'oro, un violento mondo selvaggio in cui gli uomini sono senza scrupoli e gli animali, loro compagni, lo sono altrettanto e sentono il "richiamo della foresta", sono quelli di Jack London. La stessa vita dell'autore è stata una vita vagabonda, sempre in viaggio, fatta di diversi lavori fino a dedicarsi completamente alla scrittura dopo l'uscita del suo romanzo più famoso, Il richiamo della foresta, nel 1903.

Nel 1905 London acquistò un ranch in California, nella speranza di renderlo un affare imprenditoriale. Lo scrittore si buttò con grande energia nella missione, assumendo lavoratori esperti, informandosi su grandi tomi e manuali di agricoltura. Il ranch fu però un fallimento. Chi gli era amico, lo imputò a sfortuna, gli altri dissero che London giocava solo a fare l'imprenditore, che era via dal luogo per sei mesi all'anno e che era distratto da altre cose o dedito all'alcolismo. La sfortuna ebbe comunque peso, in quanto proprio quando il complesso era quasi finito e a due settimane dal trasferimento di London e la moglie, venne completamente distrutto da un incendio.
L'ultimo viaggio dello scrittore fu alle Hawaii, dove rimase otto mesi e si incontrò con varie personalità tra cui la Regina Lili'uokalani. Tornato in patria nel luglio 1916, si rimise al lavoro pur soffrendo di insufficienza renale.
Al tempo della morte, oltre a questo, soffriva di dissenteria e dei postumi di alcolismo avanzato, che lo portava ad avere grossi dolori e ad abusare di morfina.
Jack London muore il 22 novembre 1916 in un cottage del suo ranch, all'età di 40 anni.. Il suo funerale venne celebrato il 26 novembre, ed erano presenti solo i familiari, gli amici più stretti e coloro che lavoravano nella proprietà. Secondo le sue volontà, venne cremato e le sue ceneri vennero sepolte nel ranch, in un luogo da lui scelto, sotto una grande pietra.


L'ultima dimora di... Jack London

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giovedì 22 novembre 2018

Non so a che numero sono arrivata con le raccolte di racconti di David Sedaris lette. Forse mi mancano i più recenti, ma la sua produzione precedente ce l'ho tutta.
Le sue storie sono surreali e lui le racconta in un modo talmente sarcastico che non è possibile non divertirsi. Il suo mondo di elfi di Babbo Natale in grandi magazzini, di disabili in giro per gli Stati Uniti, di morte e di disturbi ossessivi-compulsivi. Sedaris è lo scrittore meno politically correct che potete trovare in giro, lo sa e rende il carico sempre più pesante.
Adoro la sua scrittura e i suoi racconti sono una delle cose più divertenti della letteratura di oggi. Adoro lui e ogni volta che esce una nuova intervista non me la perdo. Perchè lui è come la sua narrativa: spiazzante, intelligente, sarcastico.
Meraviglioso.

David Sedaris
Ciclopi
Mondadori
Euro 15

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I don't know how many David Sedaris' stories collections I have already read. Maybe I miss the most recent ones, but I have all of his previous production.
His stories are surreal and he tells them in such a sarcastic way that it's impossible not to have fun. His world of Santa Claus elves in department stores, disabled people around the United States, death and obsessive-compulsive disorder. Sedaris is the least politically correct writer you can find around, he knows and he makes the load heavier.
I love his writing and his stories are one of the funniest things in today's literature. I love him and every time a new interview comes out I can't miss it. Because he is like his narrative: unsettling, intelligent, sarcastic.
Wonderful.

David Sedaris
Barrel Fever, Naked

David Sedaris- Ciclopi

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mercoledì 21 novembre 2018

Cosa si salva della nostra umanità quando la guerra è intorno a noi? Qual è l'ultimo libro che si salverà?
Questi sono gli interrogativi che questo testo teatrale affronta e a cui cerca di dare una risposta. Tre personaggi in scena, un professore universitario, il suo assistente e una studentessa, al centro dei quali una stufa a cui è rimasto solo un combustibile, i libri che riempiono la stanza dove vive il professore.
Bruciarli o salvarli? E quale lasciare al sicuro dalla fame del fuoco?
Il primo che brucerà sarà il segnale per una discesa nell'amoralità, in un mondo in cui i valori verranno messi in discussione.
Non ricordo per quale motivo ho cercato questo testo in biblioteca, ma ringrazio di averlo fatto.
Lettura intensa, temi impegnativi affrontati con decisione.
Devo ammettere, ho colto con un sospiro di sollievo il fatto che i titoli bruciati fossero invenzioni di sana pianta dell'autrice. Credo che mi avrebbe toccato maggiormente nel profondo.
Non conoscevo la scrittrice, ma mi interessa adesso approfondire il suo lavoro.

Amélie Nothomb
Libri da ardere
Robin edizioni
Euro 5,16

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What is saved of our humanity when the war is around us? Which is the last book that will be saved?
These are the questions that this theatrical text deals with and tries to answer. Three characters on stage, a university professor, his assistant and a student, at the center of which is a stove that has only one fuel left, the books that fill the room where the professor lives.
Burn them or save them? And which to leave safe from the hunger of the fire?
The first one that will burn will be the signal for a descent into amorality, in a world where values ??will be challenged.
I do not remember why I looked for this text in the library, but I 'm grateful for doing it.
Intense reading, challenging topics dealt with decisively.
I must admit, I caught a sigh of relief that the burnt titles were pure inventions of the author's. I think he would have touched me deeper.
I did not know the writer, but I'm not interested in deepen her work.

Amélie Nothomb
Human Rites