Ho passato il 2016 dicendo, a me stessa e a tutti coloro che l'avevano già letta, che un giorno anche io avrei letto la quadrilogia della Ferrante. Fenomeno mondiale dell'editoria, colei sul quale si sono scritti fiumi di inchiostro e si sono spesi mesi a cercarne (male) l'identità. Sulla sua identità, vi dico chiaro e tondo, che per quanto mi riguarda è bello che rimanga nascosta. Questo aspetto misterioso del suo personaggio è molto affascinante. Diciamo che, è il suo personaggio meglio riuscito.
Vi sento già insorgere, quindi ve lo dico prima... se amate spassionatamente questa quadrilogia e non accettate nemmeno una parola contro, fermatevi qui e non andate oltre. Perchè questa non sarà una lode sperticata.
Iniziamo dal punto positivo: la scrittura è semplice, scorrevole, facile da leggere. Questo è il motivo principale, secondo me, del suo incredibile successo di vendita. La storia scorre facile, ci sono colpi di scena e vite familiari. Leggendolo, mi sono immaginata davvero la scrittrice come una signora avanti con gli anni che ripercorre la sua vita, come una storiella a uso dei nipoti.
Ma il primo punto positivo è anche il primo negativo: insieme, lo stile è banale, non ha guizzi meravigliosi.
Il secondo punto negativo è probabilmente il vero motivo per cui non mi è piaciuto questo libro. Il rapporto tra le due protagoniste.
Lenù è la voce narrante del libro, quella con la vita più interessante, quella con l'autostima più bassa del mondo. Lila, la sua amica, è quella geniale, quella che ha ragione qualunque cosa faccia, quella che rende tutto più interessante, più proficuo, più divertente. Mentre invece poi ti rendi conto che è il personaggio più cattivo e acido che mai penna umana abbia scritto. Presente quando si dice che c'è una linea sottile tra essere sincere e essere stronze? Ecco, Lila la sorpassa così tanto che nemmeno la vede più. Non è una vera amica, a lei piace solo vedere il marcio in tutto, di cui solo lei si rende conto. Dà giudizi su cosa di cui non sa niente, come se la sua fosse la voce della saggezza. E' vero, l'esperienza è grande maestra di vita, ma se sei una persona orribile niente potrà aiutarti.
Tutto il libro è un elogio magniloquente a Lila, alla sua genialità e alla sua bellezza, su quanto tutti siano attratti da lei, bambini, maschi, tutti. Tanto carico l'eloquio per un personaggio che non ne vale mezza riga.
Un'amica di quelle che è meglio perderle che trovarle.
Quattro libri passati a cercare di convincermi che Lila fosse un personaggio interessante e quattro libri a pensare che Lenù sarebbe stata molto meglio senza.
E io pure. Sono contenta di averlo finito.

Elena Ferrante
L'amica geniale (quadrilogia)
Edizioni e/o

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I've spent the 2016 telling, to myself and everyone who has already read it, that sometime I'll read the Ferrante's series too. Worldwide phenomenon, about her rivers of ink are written and several journalists waste their time trying to discover her real identity. About her real name, in my opinion it's better keeping it hidden. This mysterious side is very fascinating. It's her best character.
I can see you rise up, so I tell immediately... if you love this books so much that you don't even a word against, stop here. This is not going to be a super positive review.
Let's start with the positive part: the writing is flowing and simple to read. This is the main reason, in my opinion, of this unbelievable success. The story goes easily, there are twists and scenes of family life. Reading it, I imagined the writer as an old lady who recalls her life, as a little story for her grandchildren.
But the first positive point is also the first negative one: at the same time, the style is trivial, there aren't creative flairs. The second negative point is probably the real reason why I didn't like this story. The relationship of the two main characters.
Lenù is the narrator, the one with the most interesting life, the one with the lowest self-esteem in the world.
Lila, her friend, is the brilliant one, she is right everything she does, she makes everything more interesting, funny, lucrative. But then you realize she is also the most mean and hateful character a human writer has ever created. There is a common saying that is "there is a fine line between being honest and being a bastard". Lila surpasses that line so much that she doesn't see it anymore. She is not a good friend, she loves to see just the rotten part in everything, and just her, in her own mind, realizes the truth. She judges about things she knows nothing about, as her is the voice of wisdom. Experience is magistra vitae, but if you are a mean woman anything will help you. Every page in the book is magniloquent ode to Lila, to her genius, her beauty, how everyone is attracted by her, kids, men, everyone. So rich the way of speaking for a character who isn't worthy of half line. It's better to lose her than to find her. Four books spent trying to persuading myself that Lila was an interesting character and four books spent thinking that Lenù would be better without her.
And me too. Very happy when I finished it.

Elena Ferrante
My Brilliant Friend (series)

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Je passais 2016 dit, à moi et à tous ceux qui ont déjà lu, un jour, je lisais la tétralogie de Ferrante. phénomène d'édition mondiale, celle sur laquelle vous avez écrit et rivières d'encre avez passé des mois à chercher l'identité (mâle). Son identité, je vous le dis clairement, que, pour moi, il est bon qu'il reste caché. Cet aspect mystérieux de son personnage est très charmant. Disons, est son caractère le plus de succès.
Je vous entends déjà se produire, alors je vous le dis avant... si vous aimez ce quatuor impartialement et non accepté, même un mot contre, arrêter ici et ne pas aller plus loin. Parce que ce ne sera pas une louanges.
Nous partons d'un point positif: l'écriture est simple, lisse, facile à lire. Ceci est la raison principale, à mon avis, de son succès commercial incroyable. L'histoire coule facilement, il y a des rebondissements et la vie de famille. En le lisant, je vraiment imaginé l'écrivain comme une dame obtenir sur les années qui retrace sa vie comme une histoire à l'usage des petits-enfants.
Mais le premier point positif est aussi le premier négatif: ensemble, le style est trivial, n'a pas merveilleux clignote.
Le deuxième point négatif est probablement la vraie raison pour laquelle je n'ai pas aimé ce livre. La relation entre les deux protagonistes.
Lenù est le narrateur du livre, celle qui a la vie la plus intéressante, celle avec la plus faible estime de soi du monde. Lila, son ami, est que le génie, que tout ce qu'il fait est juste, celle qui rend tout plus intéressant plus rentable, plus amusant. Alors que vous vous rendez compte qu'il est le méchant et l'acide que jamais la plume humaine a écrit. Ce quand nous disons qu'il ya une ligne fine entre être sincère et être garce? Ici, Lila dépasse tellement que même pas plus le voir. Il est pas un vrai ami, elle aime simplement voir la pourriture en tout, dont seulement elle réalise.
Moralisatrice à propos de ce qu'il ne sait rien, comme si son était la voix de la sagesse. Il est vrai, l'expérience est grand maître de la vie, mais si vous êtes une personne rien d'horrible aidera.
L'ensemble du livre est un éloge grandiloquent à Lila, son génie et sa beauté, de tous ceux qui sont attirés par elle, les enfants, les garçons, tout le monde. Donc charger le discours d'un personnage qui ne vaut pas la moitié ligne.
Un ami de ce qui est mieux perdre qui les trouvent.
Quatre livres passés à essayer de me convaincre que Lila était un personnage intéressant et de quatre livres à penser que Lenù serait mieux sans.
Et je aussi. Je suis content de l'avoir terminé.

Elena Ferrante
L'Amie prodigieuse

Elena Ferrante - L'amica geniale (quadrilogia)

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mercoledì 8 febbraio 2017

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