Il 23 settembre del 1973 scompare uno dei poeti più famosi e apprezzati al mondo, Pablo Neruda.

Nel 1969 Neruda, che era impegnato anche politicamente, fu candidato e poi scelto come candidato del partito comunista alla Presidenza della Repubblica Cilena, ma si ritirò dalla competizione e appoggiò il candidato Salvador Allende, aiutandolo a diventare il primo presidente socialista eletto democraticamente in Cile. Nel 1972 venne nominato ambasciatore in Francia, culmine della sua carriera politica, ma dovette lasciare l'incarico per il tumore alla prostata di cui soffriva.

Il 21 ottobre 1971 ottenne, terzo autore dell'America Latina, il premio Nobel per la letteratura, con la motivazione "per una poesia che con l'azione di una forza elementare porta vivo il destino ed i sogni del continente". Di questi anni sono anche le sue ultime pubblicazioni, scritte mentre si trovava a Parigi.

Poco prima della morte, avvenne il crollo della presidenza e la morte dell'amico Allende e il colpo di stato del Generale Augusto Pinochet. Insediata la dittatura, Neruda dovette subire varie vessazioni e perquisizioni, alla fine di una delle quali pronunciò la famosa frase "Guardatevi in giro, c'è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia".

Nell'attesa di emigrare in Messico, le sue condizioni di salute peggiorarono e venne ricoverato in una clinica di Santiago il 19 settembre. Quattro giorni dopo muore, ufficialmente il cancro alla prostata. Vi sono infatti dei dubbi riguardo alla morte del poeta, che potrebbe essere stata commissionata da Pinochet, mediante un'iniezione fatale. L'ultima poesia di Neruda, I satrapi, scritta nei giorni precedenti la morte, è un attacco contro Pinochet, Nixon e altri politici "satrapi mille volte venduti e traditori".

Il suo funerale fu esso stesso un atto politico: avvenne infatti nonostante la presenza dell'esercito con i mitra spianati, per quanto nessuno di loro osò intervenire contro i manifestanti che inneggiavano ad Allende. La morte e le esequie di Neruda, "il Poeta", vengono ricordate da Isabel Allende, presente al funerale, alla fine del romanzo "La casa degli spiriti". L'ultima moglie, Matilde Urrutia, pubblicò postuma l'autobiografia su cui Neruda stava lavorando negli ultimi anni, contenenti forti accuse contro la brutalità della dittatura.
Inizialmente sepolto nel cimitero di Santiago, nel 1992 la salma del poeta e della moglie furono traslate nel giardino della loro casa de Isla Negra, a El Quisco, nella regione del Valparaìso, in Cile.


L'8 aprile 2013 la salma viene riesumata e vengono fatti diversi controlli, da cui però non è uscito nessun risultato che possa giustificare l'accusa di omicidio, ma venne confermato lo stato avanzato della malattia alla prostata.
Nel maggio 2015, però, una nuova indagine portata avanti da un'equipe spagnola, trovò delle tracce di proteine anomale nel corpo di Neruda, in dosi talmente elevate che potrebbero essere state causate da un intervento esterno.
Il governo cileno ha istituito due commissioni scientifiche che, nel novembre 2015, redassero due documenti ufficiali in cui si legge che è probabile che Neruda non sia morto a causa del cancro alla prostata, che è possibile e altamente probabile l'intervento di terzi mediante un'iniezione o l'assunzione via orale che abbia fatto precipitare le sue condizioni di salute. E' la prima volta che il governo cileno smentisce la causa di morte ufficiale del governo Pinochet nel 1973.

Fonte: Wikipedia - Pablo Neruda

L'ultima dimora di... Pablo Neruda

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lunedì 23 settembre 2019

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